
QR-code, nuova opportunità per il marketing
Nuova pubblicazione da parte di Economia Nordest, il periodico mensile d'informazione economica, che affronta il rapporto della comunicazione con le nuove tecnologie durante una conversazione con Andrea Caminiti e Paolo Goppion.
L'intera intervista è disponibile anche in formato PDF.
Che cos’è innanzitutto questo QR-code che ormai si trova persino sulle vetrate dei vaporetti?
PG: Il QR-code è molto semplicemente un codice, molto simile al codice a barre che noi tutti conosciamo, che graficamente si presenta come un quadrato di qualche centimetro di lato. La grande innovazione rispetto al codice a barre é che, inquadrando questo codice con la videocamera di un normale smartphone, con l’ausilio di un software che i telefonini di ultima generazione hanno già installato (o facilmente installabile inviando semplicemente un sms), apriamo una pagina internet sullo schermo del nostro telefonino.
Spiegatemi meglio, cosa vuol dire una pagina internet su smartphone?
AC: Una pagina internet su smartphone, o una pagina mobile, come si usa dire, è simile alle pagine internet che apriamo tutti i giorni sul nostro pc, consultando siti di varia natura: della banca dove risiede il nostro conto corrente, del quotidiano dove leggiamo le informazioni, di Facebook per tenerci in contatto con i nostri amici. Le pagine “mobile internet” crescono ogni giorno e le previsioni dicono che presto supereranno quelle aperte da pc. Su uno smartphone possiamo quindi aprire una pagina di testo, un video, immagini. Tutto quello che vogliamo in pratica.
D’accordo! Allora torniamo al QR-code.
PG: Attraverso un QR-code possiamo quindi far “parlare” un supporto cartaceo di qualsiasi natura. Pensiamo all’etichetta della bottiglia del vino con il codice che mi consente di aprire la scheda di degustazione o degli abbinamenti consigliati, al catalogo turistico a cui possiamo legare i filmati delle località in oggetto, al menù di un ristorante che mi spiega le caratteristiche e la preparazione dei piatti proposti, all’etichetta del capo di abbigliamento che mi consiglia gli abbinamenti e mi guida alla scelta del capo più adatto alle mie esigenze, alla pubblicità su una rivista che approfondisce i temi toccati con foto, video e dettagli. Per questo motivo la nostra campagna per la diffusione del QR-code è stata intitolata “tutte le parole che non ti ho detto… e molto di più”!
Semplicissimo, quindi, se ho ben capito!
AC: Sì, la dinamica è davvero molto semplice. I problemi però arrivano se non abbiamo le idee ben chiare sul tipo dei contenuti che si possano aprire con uno smartphone, dal punto di vista tecnico intendo. Purtroppo cominciamo a vedere in giro di tutto: da QR-code che tentano di aprire siti destinati al web, con risultati per lo più disastrosi, oppure siti “mobile” che vengono aperti nei modi più bizzarri, in relazione al telefonino su cui vengono visti. Tutto questo produce due effetti, entrambi negativi. Il primo è quello di far pensare a chi accede, tramite il suo smartphone a questi contenuti, che questa tecnologia non funzioni e sia solo una trovata assurda senza futuro. Il secondo è far pensare alle aziende che investono nel QR-code marketing che siano soldi buttati. Invece il QR-code per la comunicazione funziona davvero alla grande e con investimenti che hanno ritorni molto interessanti.
Va bene! Ma se un’azienda deve decidere di investire nel QR-code marketing cosa deve fare? O meglio non fare?
PG: Come per ogni azienda che vuole investire in comunicazione, deve affidarsi
ad un partner serio. In questo caso vuol dire un partner che conosca il mondo della comunicazione, del marketing, ma che abbia anche alle spalle un know-how tecnologico che permetta di evitare errori grossolani, che potrebbero rivelarsi un boomerang per l’immagine dell’impresa che investe. Tentare di aprire un sito web con uno smartphone significa non aver compreso le diverse esigenze di navigazione richieste da un sito mobile, il suo diverso utilizzo, ma anche le differenze tecniche con il mondo del web. Per questo motivo dotiamo i nostri clienti di GeCo, una piattaforma che li rende completamente autonomi nella gestione dei contenuti sia nel mondo del web, che per quello mobile.
Sì, ma allora perché con il mio smartphone non vedo il filmato che il mio collega apre correttamente inquadrando il qr-code di questa pagina pubblicitaria?
AC: Lei solleva uno degli altri aspetti tecnologici che spesso molti sottovalutano. Ogni smartphone interpreta il codice di programmazione che sta’ alla base di una pagina in modo diverso ed a volte addirittura “non lo capisce”. Il mondo degli smartphone si basa oggi su sistemi operativi diversi, da Symbian di Nokia, al sistema Apple degli iPhone, al sistema RIM proprietario dei BlackBerry, ad Android o Windows Mobile utilizzati da altri telefonini. Realizzare correttamente una pagina mobile significa poterla aprire e navigare in modo corretto, ma anche facile, con tutti i più diffusi telefonini di ultima generazione in commercio. E per consentire di fare questo occorre investire in ricerca e sviluppo, come facciamo noi di DigitCom. Se fossi un imprenditore che vuole investire sul QR-code marketing la prima cosa che chiederei a chi me lo propone sarebbe di vedere alcune pagine visualizzate su almeno 5-6 diversi modelli di smartphone. Solo dopo comincerei a discutere di comunicazione!



